Mercanti

Disegno di fiaschetta da inchiostro con penna
Libro della gabella del vino, 1389-1390 (ASPo, Datini 232, coperta anteriore)
Le lettere dei mercanti sono lo strumento per gestire gli affari, amministrare le aziende, intessere relazioni sociali, mantenere e vivificare rapporti parentali e amicali.
Queste lettere non aderiscono ai canoni dell’ars dictaminis, ma si configurano secondo una forma condivisa tra i mercanti, che ha come elementi caratterizzanti la lingua (il volgare italiano), e la grafia (la mercantesca, una minuscola fortemente corsiva).
Gestire la corrispondenza è una parte rilevante dell'attività del mercante: fitto e quasi quotidiano è lo scambio epistolare, in una sorta di dialogo che si interrompe solo momentaneamente con la chiusura e la spedizione della lettera, per riallacciarsi con l'arrivo di una nuova lettera che solitamente richiama a sua volta nel primo rigo le missive precedenti.
Quando le comunicazioni devono essere tecniche, le lettere si piegano all'esigenza, assumendo, pur nell'aderenza alla struttura formale, formati e contenuti particolari: ne è un esempio il carteggio specializzato, costituto da lettere di cambio, carichi di nave, valute di mercanzia, legaggi, ricevute e mandati di mercanzie.
La documentazione conservata in Archivio di Stato di Prato è la più ricca esistente in materia.
L'archivio del mercante pratese Francesco di Marco Datini (1335 ca - 1410) è costituito da documenti di amministrazione (oltre 1.100 registri contabili) e carteggi (circa 150.000 lettere) che testimoniano l'attività dello stesso mercante e delle sue compagnie in ambito commerciale, industriale e bancario.
Le 827 lettere del carteggio Marcovaldi sono un altro importante corpus di corrispondenza mercantile conservato nel fondo dell'Ospedale della Misericordia e Dolce, con documentazione prodotta e ricevuta dal mercante pratese Giuliano di Marco Marcovaldi e dal fratello Sandro, tra il 1420 e il 1437.
Nel mondo mercantile, lo scambio epistolare si connette strettamente alla gestione dei traffici commerciali: il mercante è consapevole di quanto la conoscenza di novità sia il mezzo principale per operare con successo e per evitare disastrose perdite.
La diffusione dell'informazione avviene grazie alla fitta rete di relazioni interpersonali che il mercante intesse con i propri dipendenti, con altri operatori economici, con conoscenti e amici.
L'aggancio della rete del mercante alle reti relazionali dei suoi corrispondenti crea una concatenazione di reti, su cui si propaga geograficamente l'informazione, rendendo possibile conoscere fatti ed eventi avvenuti a migliaia di chilometri di distanza. Tanto più è fitta la rete del mercante, tanto più alto è il numero di informazioni che il mercante si trova a conoscere e gestire.
All'interno dell'archivio Datini - organizzato secondo gli otto fondaci (Avignone, Prato, Pisa, Firenze, Genova, Barcellona, Valenza e Maiorca) - sono stati censiti 4.402 mittenti e 267 località di provenienza delle lettere.
A queste, il carteggio Marcovaldi aggiunge la città dalmata di Ragusa (Dubrovnik), dove Giuliano si trasferisce per lavorare nella compagnia di lana del cugino Michele di Giovannino.
Ragusa è un importante centro commerciale: qui giungono dai Balcani cuoio, cera, schiavi, cavalli e il prezioso argento; da qui l'attività di Giuliano si irradia a Cattaro, Curzola, nella zona della Neretva e in Puglia.
Un sistema di comunicazione così capillare deve essere sostenuto da un'accurata gestione dello scambio epistolare, modulabile in base a destinazioni, destinatari e tempi di consegna.
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Ultimo aggiornamento: 22/07/2026




