Presentazione

La mostra Per lettera. Forme e modi della comunicazione epistolare, dal mercante medievale all’Unità di Italia (Prato, Archivio di Stato, 14 giugno - 31 ottobre 2019; video-presentazione) nacque, all'epoca della sua realizzazione, grazie all’ormai lungo rapporto di collaborazione tra l’Archivio di Stato di Prato e l’Istituto di Studi storici postali. L’esposizione fu inaugurata in occasione del convegno internazionale dal titolo Storia postale. Sguardi multidisciplinari, sguardi diacronici (Prato, 13-15 giugno 2019).

Il tema della corrispondenza trova nella documentazione conservata in Archivio un ricco e variegato panorama, che consente di indagare le forme e i modi della comunicazione epistolare.

Il percorso della mostra virtuale si articola cronologicamente e tipologicamente e presenta documentazione prodotta dal XIV al XIX secolo da soggetti diversi, quali enti pubblici e religiosi, mercanti e famiglie nobiliari.

Punto di partenza è l’epistolografia del mondo mercantile tardo-medievale, ampiamente documentata dall’archivio Datini, fonte privilegiata per ricostruire il complesso quanto efficiente sistema di gestione della comunicazione scritta attraverso l'Europa e nel bacino del Mediterraneo, nonché per delineare protagonisti, costi, tempi e distanze di tale sistema postale tra fine ‘300 e inizio ‘400.
Il quadro è inoltre arricchito dal carteggio della famiglia Marcovaldi, mercanti pratesi operanti a Ragusa (Dubrovnik) nella prima metà del ‘400.

La sezione dedicata agli enti si concentra in particolare sul modo di gestione e conservazione della corrispondenza, nel lungo periodo, da parte dei principali soggetti istituzionali attivi a Prato.
Dal fondo del Comune di Prato (seconda metà del 1300 – 1860 ca.) le Filze di Cancelleria ci restituiscono uno spaccato delle comunicazioni e dell’attività epistolare dell’ufficio comunale, grazie alle lettere ricevute, alle minute di quelle spedite, ai rescritti e ai motupropri.
Il fondo Ospedale della Misericordia e Dolce (seconda metà del 1200 – 1960 ca.) offre, attraverso i registri di copialettere, ai protocolli della corrispondenza e alle lettere ricevute, un esempio dell’organizzazione della corrispondenza di un ente assistenziale.
Il fondo Patrimonio ecclesiastico (1274-1789), nato in seguito alle soppressioni del granduca Pietro Leopoldo e contenente gli archivi delle opere pie, dei conventi, delle compagnie e congreghe della città e del contado di Prato, rende conto di pratiche peculiari proprie degli enti religiosi.

Infine, nei fondi familiari, in particolare dei Buonamici (secc. XV-XIX), dei Vai (secc. XVI-XIX) e dei Salvi Cristiani (secc. XIV-XIX), la corrispondenza prodotta e ricevuta fa emergere, oltre alla rete relazionale, singolari e particolari impieghi della comunicazione epistolare.
 

 



Ultimo aggiornamento: 22/07/2026