1. Uomini e lettere
La lettera è uno strumento essenziale nella vita pubblica e privata degli uomini: attraverso di essa si combinano matrimoni, si amministrano affari e patrimoni familiari, si risolvono controversie e si svolgono incarichi professionali.
Ma la scrittura epistolare può diventare anche un mezzo per esprimere dissenso, protesta e opposizione. Ne è testimonianza un fascicolo conservato nel fondo Buonamici, composto da dieci lettere anonime datate tra il 1844 e il 1867 e indirizzate al cav. Ranieri Buonamici, figura di rilievo nella Prato della metà dell’800, dove ricoprì diversi incarichi pubblici. Le lettere rivelano il clima politico e sociale dell’epoca, tra critiche, accuse e minacce rivolte a chi ricopriva ruoli di responsabilità.
La scrittura epistolare non racconta soltanto il presente, ma diventa anche strumento di costruzione della memoria familiare. La volontà di ricostruzione genealogica utile ad attestare l'antichità e nobiltà delle origini, che inizia tra la fine del 1600 e l'inizio del 1700, conduce a uno scavo nell'archivio di famiglia con relativa produzione di spogli e raccolte documentarie, che sfociano anche in copialettere dell'antenato illustre. Proprio tra queste raccolte possono emergere testimonianze sorprendenti.
Nel fondo Buonamici è conservata, ad esempio, una tabella di cifratura settecentesca relativa a una lettera redatta da Francesco Buonamici nel marzo 1628 e indirizzata al duca di Neuburg. Il sistema utilizzato per proteggere il contenuto della missiva era complesso, basato su numeri, segni e diversi artifici di codifica. Della stessa comunicazione è stato ritrovato, all’interno degli spogli settecenteschi, anche il testo decifrato. La lettera originale, però, quella che doveva presentarsi sotto forma di numeri e simboli, non è ancora stata rinvenuta.
Ultimo aggiornamento: 22/07/2026

